Lo Iacp ritrova la “testa” dopo 17 anni: si insediano Presidente e CDA

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Partono ufficialmente gli incarichi per il neopresidente Francesco Riggio e il nuovo cda accolti dall’assessore regionale Aricò: «Ci aspetta una guerra quotidiana con l’emergenza e l’abusivismo»

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29 Gennaio 2026

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Dopo diciassette anni l’Istituto autonomo case popolari torna ad avere un presidente e un consiglio di amministrazione. Giorno 22/01/2026 si è insediato Francesco Riggio, ex deputato regionale ed ex presidente del Ciapi – area Forza Italia, è vicino al gruppo del deputato regionale Gaspare Vitrano – affiancato dai consiglieri Deborah Marino e Rosario Lo Proto, raccogliendo il testimone dal commissario straordinario Alessandra Russo, che ha guidato l’ente negli ultimi tre anni. Nel salutare il nuovo vertice l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha rivendicato il lavoro svolto in questi anni e il valore politico e sociale dell’istituto. Ha ricordato il ritorno all’equilibrio di bilancio e lo sblocco, dopo ventitré anni di stop, dei fondi ex Gescal destinati alle aree residenziali popolari. Ma soprattutto ha indicato la legalità come terreno decisivo: «Si è lavorato in sinergia con i comuni per eliminare quella sacca enorme di abusivismo che regna sovrano nei quartieri – ha detto Aricò – e il governo nazionale ci sta aiutando affinché si possano velocizzare le pratiche degli sgomberi. Credo che soprattutto allo Zen 2 sarà la più grande sfida di legalità, sappiamo che ogni sgombero sarà una piccola guerra».

A fare il punto sul passato recente è stata Alessandra Russo, richiamata in servizio dopo la pensione per un incarico che doveva durare pochi mesi e che invece si è trasformato in un mandato triennale. «Come spesso accade nell’amministrazione regionale non c’è niente di più stabile di ciò che è instabile», ha osservato con ironia. Poi ha consegnato al nuovo cda una fotografia concreta del lavoro che li attende, «aspettatevi telefonate e firme in notturna, ovunque voi siate. Qui non si può mollare, qui c’è sempre l’emergenza». E negli ultimi mesi le emergenze sono balzate sulle pagine della cronaca in maniera incessante soprattutto relativamente allo Zen e alla questione dell’abusivismo che, va ricordato, riguarda tutta la città. lo Iacp è stato investito da una crescente richiesta di verifiche da parte delle forze dell’ordine sugli alloggi popolari. Non solo sulle occupazioni abusive ma anche sulle posizioni degli assegnatari, per accertare che chi vive negli appartamenti sia davvero il titolare del diritto. È un lavoro di mappatura capillare che va nella direzione indicata dall’assessore e punta a fare chiarezza palazzo per palazzo, senza fermarsi alla denuncia degli abusivi ma controllando la regolarità di tutti i residenti indicati nelle liste. Su questo terreno pesano però i limiti dell’organico interno. Oggi l’istituto può contare solo su un centinaio di dipendenti chiamati a seguire un patrimonio vasto e una mole di lavoro in aumento, soprattutto sul fronte degli sgomberi e delle verifiche richieste. Ma non solo, l’ufficio tecnico è composto da pochissimi tecnici e dispone di un solo ingegnere per la gestione di tutti i progetti di manutenzione straordinaria ed efficientamento.

A causa della mancanza di risorse economiche, lo Iacp non può procedere a nuove assunzioni. L’unico modo per integrare il personale è attraverso il “comando” di funzionari da altri enti. La sfida del nuovo consiglio di amministrazione passa anche da qui, dal riuscire a tenere insieme il rafforzamento degli uffici, l’utilizzo delle risorse sbloccate e una politica della casa che coniughi legalità, tutela dei fragili e gestione quotidiana di un’emergenza che non si spegne. Il neo presidente inizia ad avere ben chiara la situazione, «È inutile pensare che il generale possa andare avanti senza truppe – ha detto Riggio – e la truppa deve stare bene, altrimenti la guerra non la vinci sicuramente. So che qui la situazione è incandescente, c’è una situazione finanziaria che è quella che è, c’è il problema dello Zen, quindi la sfida penso sia durissima; finanziariamente avremo bisogno del supporto dell’assessore ed è importante il contributo della dottoressa Russo, che in tre anni ha fatto un ottimo lavoro».

 

Pagina aggiornata il 29/01/2026, 22:38

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